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Fairy Love - 2008
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freddie stroma
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Prologo
Irial guardava la ragazza
che passeggiava per la strada: era piena di terrore e
furia. Lui stava tra le ombre del viale fuori dal salone
dei tatuaggi, ma il suo sguardo non si muoveva da lei
mentre lui finiva la sigaretta.
Entrò non appena lei si avvicinò.
Il suo cuore batteva velocemente quando lei lo vide. Si
diede una botta alle spalle - senza fuggire o tornare
indietro, malgrado le ombre che la circondavano - e vide
il braccio di lui dove c'erano il suo nome e il cognome in
una lingua celtica circondati da spirali e nodi che
diventavano cani stilizzati. "Bello. È opera di
Rabbit?"
Egli annuì e continuò a camminare fino al salone dei
tatuaggi. La ragazza stava al passo con lui.
"Sto pensando di farmi qualcosa subito. Non so cosa
ancora" Sembrava una tipa ribelle mentre diceva ciò.
Visto che non rispondeva, lei aggiunse: "Mi chiamo
Leslie."
"Irial." Guardava il suo sforzo e non riuscì a
trovare altre parole che gli permettessero di notarla.
Aveva bisogno di qualcosa. Se prendesse dei mortali come
giocattoli, lei sarebbe un grande divertimento, ma lui era
lì per affari, non per prendere ciondoli, così stette in
silenzio mentre le apriva la porta di Spille ed aghi.
Dentro il negozio di tatuaggi, Leslie andò da una ragazza
dai capelli scuri che li stava guardando con cautela.
C'erano altre persone nel negozio, ma sono la ragazza dai
capelli scuri importava. Visto che aveva fatto la
maledizione che aveva imprigionato l'estate molti secoli
fa, Irial sapeva esattamente chi fosse quella ragazza: la
Regina dell'Estate scomparsa, il problema. Lei avrebbe
cambiato tutto. E presto.
Irial lo sentiva nel momento in cui Keenan l'aveva scelta,
rubato la sua mortalità. Era perché Irial era venuto da
Rabbit: i cambiamenti stavano arrivando. Ora che il Re
dell'Estate sarebbe stato liberato - e capire di colpire
coloro che l'avevano intrappolato - la vera battaglia era
una possibilità per la prima volta da secoli.
"Aspetti un secondo, Rabbit?" chiese Irial, ma
era una formalità più che una domanda. Rabbit poteva non
essere completamente magico, ma lui non avrebbe tolto il
re della Corte Oscura, non ora, non mai.
"Torna" disse Rabbit.
Irial allungò le mani verso un armadietto di gioielli
rifinito d'argento mentre passava, ben attento che
l'attenzione di Leslie fosse ancora su di lui. Chiuse la
porta e porse a Rabbit le fiale marroni - il sangue e le
lacrime della Corte Oscura. "Ho bisogno che gli
scambi di inchiostro funzionino prima di quanto previsto.
Non abbiamo tempo"
"Quelle creature potrebbero" Rabbit si fermò e
riformulò il tutto. "Potrebbero ucciderli, e i
mortali non sanno affrontarli bene"
"Allora troviamo un modo per farlo funzionare. Ora"
Irial cercò di sorridere, ammorbidendo la sua espressione
come lui lo faceva per la magia oscura.
Poi svanì e seguì Rabbit vero la sala principale del
negozio. La curiosità malanna lo fece fermare dietro
Leslie. Gli altri erano andati, ma lei stava guardava al
lampo sul muro, poche immagini di quante Rabbit potesse
disegnare sulla sua pelle data la possibilità.
"Sognami, Leslie" sospirò Irial, facendo
avvolgere le sue ali, circondandole. Forte la ragazza
sarebbe diventata forte abbastanza da sostenere uno
scambio di inchiostro con una della fate scelte. Se no,
lui l'avrebbe potuta dare ad una delle fate più deboli.
Sembrava una vergogna perdere un delizioso giocattolo
rotto.